D.Lgs. 5/2026: nuove regole per le rinnovabili negli edifici

Con la pubblicazione del Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, l’Italia ha recepito la Direttiva europea RED III sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento aggiorna il quadro normativo nazionale e ridefinisce gli obiettivi energetici previsti per i prossimi anni.

Tra le principali novità introdotte dal decreto figurano l’innalzamento dei target nazionali sulle rinnovabili, nuove quote obbligatorie di integrazione negli edifici e aggiornamenti al sistema di incentivazione delle tecnologie energetiche sostenibili.

Obiettivi nazionali al 2030

Il decreto stabilisce un obiettivo più ambizioso per la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo. Entro il 2030 l’Italia dovrà raggiungere il 39,4% di energia da fonti rinnovabili, un aumento significativo rispetto ai precedenti obiettivi.

Questo traguardo riguarda diversi settori energetici, tra cui edilizia, industria e trasporti, e rappresenta uno dei pilastri della strategia europea di decarbonizzazione.

Nuove quote obbligatorie negli edifici

Una delle modifiche più rilevanti riguarda gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici. Le nuove percentuali stabiliscono che:

  • nelle nuove costruzioni le rinnovabili dovranno coprire circa il 60% dei consumi energetici legati a acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento;
  • nelle ristrutturazioni importanti di primo livello la quota minima sarà pari al 40%;
  • nelle ristrutturazioni importanti di secondo livello o negli interventi sugli impianti termici sarà richiesto almeno il 15% di copertura da rinnovabili.

Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare il diniego del titolo edilizio, confermando il ruolo delle fonti rinnovabili come requisito progettuale essenziale negli interventi edilizi.

Estensione degli obblighi anche alle ristrutturazioni

Un ulteriore elemento introdotto dal decreto riguarda l’estensione degli obblighi di integrazione delle rinnovabili anche agli interventi di ristrutturazione rilevanti. Questo significa che la presenza di impianti alimentati da fonti rinnovabili diventa progressivamente una componente strutturale della progettazione energetica degli edifici.

Le nuove disposizioni si applicheranno agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio verrà presentata 180 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto, con l’obiettivo di favorire una diffusione più ampia delle tecnologie rinnovabili nel patrimonio edilizio.

Un quadro normativo orientato alla transizione energetica

Il recepimento della Direttiva RED III rappresenta un passaggio importante nella strategia europea di riduzione delle emissioni e promozione delle fonti energetiche sostenibili. L’aggiornamento dei target nazionali e l’introduzione di nuove regole per gli edifici contribuiscono ad accelerare l’integrazione delle rinnovabili nei sistemi energetici e negli impianti.

Per il settore dell’energia e degli impianti tecnici, il nuovo decreto definisce quindi un quadro normativo più strutturato e orientato alla progressiva diffusione delle tecnologie rinnovabili nel contesto edilizio ed energetico nazionale.

Leggi la Gazzetta Ufficiale QUI.

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