La sentenza n. 184/2025 della Corte Costituzionale porta chiarezza sul ruolo delle aree idonee per le rinnovabili in Italia. Definisce uno strumento per accelerare le autorizzazioni senza escludere altre zone, promuovendo una transizione energetica equilibrata.
Contesto Normativo
La pronuncia della Corte Costituzionale del 16 dicembre 2025 riguarda un giudizio sulla legge regionale sarda n. 20/2024, che individuava aree idonee e non idonee per impianti FER (fonti energetiche rinnovabili). La Corte ha chiarito che le aree idonee facilitano procedure semplificate, ma quelle non idonee non implicano divieti assoluti: restano accessibili tramite iter ordinari, con valutazioni ambientali e paesaggistiche. Questo riequilibra competenze statali e regionali, in linea con il d.lgs. 199/2021 e la direttiva UE 2023/2413.
Impatto per Imprese e Istituzioni
Le imprese guadagnano certezza del diritto: procedimenti già avviati o autorizzati non si annullano retroattivamente, tutelando legittimo affidamento e investimenti. ANIE Rinnovabili ha accolto favorevolmente la sentenza, enfatizzando lo sviluppo ordinato delle FER come infrastrutture strategiche per sicurezza energetica e obiettivi climatici. Istituzioni locali mantengono ruolo nella tutela territoriale, senza ostacolare la transizione.
Prospettive Future
La decisione favorisce l’attuazione del DL 175/2025 e correttivo 178/2025, valorizzando piattaforme come la PAI del GSE per mappare zone di accelerazione. Integra orientamenti UE recenti, come le comunicazioni C/2026/126-128 su reti, rinnovabili e stoccaggio, per ridurre costi sistemici. Per le PMI, significa opportunità B2B in installazioni FER, con enfasi su autoconsumo e comunità energetiche.