Il 6 ottobre 2026 la Commissione europea ha pubblicato la proposta di un nuovo regolamento sulla normazione europea, destinato a sostituire il Regolamento (UE) n. 1025/2012, che oggi è la base giuridica per l’elaborazione delle norme europee e di quelle armonizzate a supporto della legislazione dell’Unione. Il testo dovrà essere esaminato da Parlamento europeo e Consiglio prima di un’eventuale adozione, quindi può ancora cambiare. Il suo oggetto, però, riguarda da vicino anche il settore elettrico, perché le norme armonizzate sono lo strumento con cui le imprese dimostrano la conformità dei propri prodotti alla legislazione europea, in ambiti come tecnologie pulite, batterie, prodotti da costruzione e cybersicurezza.
Il nodo dei tempi
Secondo la Commissione, il sistema attuale fatica a stare al passo con il ritmo dell’innovazione tecnologica: per rendere disponibile una norma armonizzata servono in media circa sei anni, e l’obiettivo della riforma è scendere a circa quattro. Si pensi a una soluzione che introduce funzionalità nuove e arriva sul mercato mentre la norma che dovrebbe descriverla è ancora in fase di scrittura: più il documento tarda, più a lungo produttori e utilizzatori restano in una zona di incertezza sui requisiti da rispettare. Per accorciare questo intervallo la proposta prevede scadenze più chiare per l’elaborazione delle norme richieste dalla Commissione, un maggiore ricorso a specifiche tecniche esterne, a determinate condizioni e con precise salvaguardie, e l’uso delle specifiche comuni come misura di riserva mirata. Introduce inoltre la possibilità di fornire risultati intermedi a supporto della conformità, in modo che le soluzioni innovative possano raggiungere il mercato mentre gli standard completi sono ancora in sviluppo, e consente ad altre organizzazioni di normazione di contribuire ai lavori tecnici nei casi urgenti o altamente specializzati.
Chi partecipa e come si accede
Un secondo asse della proposta riguarda la partecipazione. Le organizzazioni di normazione europee e nazionali dovrebbero garantire una presenza effettiva di PMI, società civile, mondo accademico e autorità pubbliche, con nuovi obblighi di trasparenza e responsabilità: un piccolo costruttore di componenti specifici, per esempio, difficilmente riesce a seguire per anni un gruppo di lavoro, ma la sua esperienza di prodotto può essere determinante per la qualità finale del documento. Sul fronte dell’accessibilità, in linea con le recenti sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea, la Commissione propone di codificare il libero accesso alle norme elaborate ai sensi del diritto UE tramite archivi dedicati, così che imprese, autorità e cittadini possano consultare i requisiti citati dalla normativa senza doverne acquistare il testo. A completare il quadro è prevista la creazione di un centro di esperti sulla normazione europea, con compiti di indirizzo strategico e di coordinamento tra le politiche e le attività normative.
La posizione degli enti di normazione
Il 12 ottobre CEI, CEN e CENELEC, insieme a UNI, hanno condiviso l’obiettivo di un sistema più rapido ed efficace, pur ritenendo che alcuni elementi della proposta rischino di indebolire il modello pubblico-privato fondato sul consenso e sulla delegazione nazionale. Le loro priorità sono quattro:
- preservare un sistema indipendente e affidabile, con una governance stabile;
- intervenire sui reali colli di bottiglia, che a loro avviso si concentrano nella preparazione delle richieste di normazione e nella valutazione delle norme armonizzate più che nel lavoro tecnico vero e proprio;
- evitare percorsi paralleli e frammentazione;
- garantire un accesso più ampio alle norme, senza compromettere la sostenibilità del finanziamento, la tutela del diritto d’autore e l’integrità dei documenti.
Secondo la valutazione d’impatto della Commissione, riportata da ANIE, i risparmi amministrativi e di conformità per le imprese ammonterebbero a circa 295 milioni di euro all’anno, a cui si aggiungerebbero i vantaggi dell’accesso gratuito alle norme armonizzate. Per ora però si tratta di una proposta: il testo potrà cambiare durante l’esame di Parlamento europeo e Consiglio.
Fonti
- https://europa.eu/newsroom/ecpc-failover/pdf/ip-26-2070_it.pdf
- https://www.ceinorme.it/comunicati-stampa/accelerare-linnovazione-senza-indebolire-il-sistema-la-competitivita-delleuropa-passa-anche-dalle-norme/
- https://anie.it/regolamento-sulla-normazione-europea-pubblicata-la-proposta-di-revisione-della-ce/