Il sistema elettrico mondiale si avvia verso un cambio di paradigma: entro il 2032 il fotovoltaico è destinato a diventare la tecnologia dominante nella produzione di elettricità, superando il carbone dopo un percorso di crescita che in meno di dieci anni ha moltiplicato quasi per nove le installazioni globali, passando da circa 75 GW nel 2016 a oltre 650 GW nel 2025. Questo è quanto emerge dal New Energy Outlook 2026 di BloombergNEF.
Secondo la stima il 2026 dovrebbe registrare una lieve flessione nelle nuove installazioni, ma si tratterebbe di una pausa fisiologica in un trend che riprenderà slancio già dal 2027. A guidare l’espansione sono soprattutto fattori economici: il fotovoltaico a struttura fissa resta la tecnologia più conveniente per la nuova generazione elettrica in gran parte dei mercati mondiali, con costi ormai nettamente inferiori a quelli del carbone.
Un ruolo sempre più determinante è affidato agli accumuli. La capacità mondiale di storage è attesa crescere di circa diciassette volte entro il 2050, un’espansione necessaria per gestire un fenomeno già visibile in diversi mercati: la compressione dei prezzi elettrici nelle ore di massima produzione solare, che riduce i margini degli operatori e rende cruciale spostare l’energia verso le ore serali. Le batterie, però, non basteranno da sole: accumulo di lunga durata, gestione intelligente della domanda e ricarica flessibile dei veicoli elettrici dovranno affiancarle nel tempo.
Sul fronte geografico, la Cina mantiene la leadership produttiva e installativa, ma il numero di mercati rilevanti si allarga: nel 2026 saranno decine i Paesi capaci di installare oltre 1 GW di nuova capacità, segno di una diffusione ormai globale della tecnologia.
A spingere ulteriormente la domanda elettrica contribuiranno l’elettrificazione dei consumi, la mobilità elettrica e, in particolare, i data center per l’intelligenza artificiale, il cui sviluppo potrebbe richiedere entro il 2050 centinaia di GW di nuova capacità fotovoltaica e di accumulo dedicato. Una domanda in forte aumento che renderà indispensabile anche una rete più flessibile, capace di spostare nel tempo una quota crescente dell’energia prodotta rispetto a oggi. La sfida dei prossimi anni, dunque, non riguarderà solo la crescita della capacità installata, ma la capacità del sistema elettrico di valorizzarla pienamente.